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Le mie tre P della lettura

Leggere Leggere Leggere, che passione e che privilegio!

Quando ho letto l'ultimo post scritto dalla mia socia di Giulia sulla mancanza di tempo (se lo hai perso, clicca qui e recupera subito!) mi è rimasto molto impresso il fatto che non riesce più a leggere un libro dall'inizio alla fine, da tanti anni.

Lo capisco perfettamente, per tre motivi che vorrei definire le tre P della lettura: passioneprivilegio e pigrizia.

Ma andiamo per ordine, che sennò si fa confusione.

Intanto una cosa fondamentale: l'amore per la lettura "uno non se lo può dare", un pò come il coraggio (famosissima cit.) ma quando ce l'hai, ti accompagna per tutta la vita.

Mi ricordo che leggevo Topolino sotto le coperte con una torcia da piccolina, perché mamma mi diceva che la sera dovevo far riposare gli occhietti, rimboccandomi le coperte e facendomi sentire all'interno di un bozzolo gigante d'amore (quanto amavo quel gesto, e quanto mi manca lei). Ero sempre alla ricerca di libri in casa, fino a che un giorno mio padre mi diede "Guerra e Pace", non proprio facilissimo e infatti gli scrittori russi li guardo sempre con un po' di distacco. 

Passano gli anni e i viaggi dentro ai libri diventano innumerevoli e sconfinati, ma anche gli stessi libri viaggiano perché li trovi in ogni dove! Nello zaino, sul comodino, in valigia, in bagno, in macchina, e poi nella borsetta e sulla base di appoggio della cucina, stanno lì che crescono insieme a te.



Ed ecco qua che, come giustamente dice Giulia, arriva un momento in cui non si ha più il tempo di leggere, o meglio di assaporare un libro perché il binge reading a noi non piace.

Noi un libro dobbiamo annusarlo, sottolinearlo, memorizzare le parole e farle nostre. E chi ha il tempo? Lavoro, figli, casa, impegni vari. E leggere passa da piacere a Privilegio. Avere un momento nella giornata da dedicare alla lettura è un vero privilegio.

Ma poi subentra la pigrizia!! Quella che ti fa tirare fuori il cellulare in bagno, in sala d'attesa, mentre bolle l'acqua, in viaggio in treno .... e il libro rimane appoggiato mentre il cellulare è sempre nelle nostre mani perché è più facile, ci aiuta a divagarci senza impegno e senza bisogno di nessuno sforzo intellettuale.

Soluzione non c'è, la giornata è già ben scandita e non possiamo darci una colpa del fatto che non sempre riusciamo a leggere, anche se ci manca e ci farebbe stare tanto bene.

E visto che non c'è tempo, perché sprecarlo leggendo qualcosa che non ci piace? La mia adorata blogger/traduttrice/influencer Tegamini, alla quale invidio con ammirazione il modo di comunicare sui social e di scrivere, ha risposto ad una domanda sul senso di fallimento che si prova quando non si riesce a terminare un libro. Capitata a tutti, a volte anche io mi sono forzata a finire un testo solo perché indicato da altri come un capolavoro, ma se non ci piace che ci possiamo fare! E infatti lei ha detto che almeno quando leggiamo per noi, dobbiamo avere la libertà di farlo senza costrizioni ne trofei.

Adesso ho tre libri sul comodino tra cui scegliere, mi riservo il privilegio di scegliere quello che più aggrada e la pigrizia di lasciarlo mantecare ancora un po' se non riesco ad aprirlo per qualche giorno.

Yram



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