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Stampare foto, e scrivere

In questi giorni ho ritrovato in giro per casa tantissime chicche.

Partendo dai diari di scuola, che mi piace sfogliare, passando per le agende nelle quali scrivevo frasi di libri, poesie o testi di canzoni, fino ai miei mille diari segreti, perfino uno con un lucchetto.

Scrivere è sempre stata un'esigenza per me.

Da adolescente scrivevo dei miei primi amori, dei battibecchi con i miei genitori, dei grandi grandissimi problemi con le mie amiche. Sfogliando adesso queste pagine, mi rendo conto quanto cambi nel tempo il nostro modo di approcciarci alle situazioni ed alle emozioni, e mi fa un pò tenerezza quella Mery che si chiudeva in cameretta a scrivere la sera, per imprimere tutto quello che le passava per la mente su un quaderno. Quaderno rigorosamente a righe, io i quadretti non li ho mai sopportati!

Negli anni una cosa non è cambiata, ed è la voglia di fermare dei momenti, degli attimi, e trovare il modo di fermarli nel tempo.

Oltre a scrivere, con l'avvento degli amati e odiati smartphone, ho preso l'abitudine di fare sempre le foto. Se vivo un momento che sento di voler ricordare, un momento di gioia, di tenerezza, una luce particolare beh io devo fotografarlo, o fare un bel video dei miei totalmente senza senso.

Nella memoria del telefono ho panorami sfuocati, selfie brutti, e mille foto del mio amato mare di Porto San Giorgio. 

Ah il mio mare, lui sa sempre mettere in ordine tutto.

Scrivere e fare foto sbadate è davvero un modo per fermare quel momento, e lo sa bene il mio caro fotografo al quale lascio una consistente cifra un paio di volte all'anno!

Perché poi quei momenti devono essere stampati, per non avere l'angoscia di perderli.

Ci sono alcune foto che non riesco più a guardare perché fanno un pò male, ma so che ci sono nel momento in cui vorrò vederlo.

Altre che mi ricordano momenti spensierati, ho le foto di mio nipote sin da quando era piccino, del mio cane quando aveva tutti i denti in ordine, di fiori e tantissime foto della mia famiglia e dei miei amici.

Farle è fissare il momento, stamparle è come scrivere con una penna su un foglio di carta, invece di battere i tasti sulla tastiera.

Sentite anche voi il bisogno di fermare il tempo ed i pensieri con una foto, o su un pezzo di carta? 

Oppure è meglio farli scivolare e guardare oltre?

Yram

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