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L’Amico di tutti … ma soprattutto il mio

Premessa doverosa: questo post non è una recensione di uno spettacolo teatrale, ne una visione distaccata e fredda di un opera.


Questo è il racconto di una splendida serata a teatro, scritto da un’amica del protagonista, orgogliosa e felice nel vedere un ragazzo che realizza uno dei suoi sogni.


Ma di che parliamo? Ecco, me lo diceva sempre la prof di Italiano che la mia voglia di raccontare mi faceva andare spesso fuori tema!


Argomento: spettacolo teatrale “L’amico di tutti” di Paolo Camilli

Location: Teatro delle Api, Porto Sant’Elpidio 6 Marzo 2022



Si lo so, è passato qualche giorno, ma le cose a volte devono sedimentare un pò.


Lo spettacolo di Paolo è … straordinario, e potente.


E' un girotondo colorato che racchiude la sua essenza, le sue riflessioni, la sua voglia di comunicare e condividere, le sue battute fulminanti e le sue risate contagiose.

Se volesse solo farci ridere, a sganasciate, saprebbe benissimo come fare e rideremmo tutti in modo così scomposto da diventare quasi ridicoli (si fa per dire, nessuna vergogna nelle belle risate scomposte!).


Invece Paolo utilizza la risata come strumento narrativo, per raccontarci ricordarci due cose fondamentali: che il nostro bambino interiore non dovrebbe mai spegnersi, e che il vero tesoro dell’essere bambino, oltre alla sua immaginazione, è la mancanza di percezione del diverso.


Mi ha colpito molto una parte dello spettacolo, in cui Paolo diventa un pastello color rosa nell’astuccio di un bambino, un colore poco usato perché, si sa, i maschi usano solo l'azzurro.

Inizialmente non avevo capito la metafora (pane e volpe ogni mattina!) ma tant’è, essendo femminuccia etero, chi ci aveva mai pensato?

Non mi sono mai posta il problema, giocavo con le Barbie, mi facevo le treccine ed allo stesso tempo andavo a casa di Giorgio tutti i pomeriggi a giocare con la sua mega pista delle macchinine oppure al parco a correre dietro ad un pallone. Problemi per questo? Zero, mai, mai neanche pensato.



Paolo ci trascina nel suo mondo portandoci a riflettere su quanto sia ridicola la percezione del diverso, quanto sia assurdo il voler etichettare ogni aspetto della vita di una persona, quanta paura giri attorno a delle tematiche solo per ignoranza, e quanto tutto questo ferisca profondamente dei bambini, che cresceranno pieni di insicurezze e sentendosi perennemente sbagliati, diversi, non accettati.


Ecco, il mio amico Paolo ci intrattiene dal suo palco per un’ora e mezza senza mai fermarsi, facendoci ridere tanto, riflettere su molti aspetti, portandoci a risate amare che partono sonore e poi si spengono in un “mmmmmmmmm ma che cavolo rido! ”, emozionare, sudare per lui perché parla, canta, balla, si cambia talmente tante volte e così velocemente che solo a vederlo mi sentivo stanca.


Uno spettacolo catartico, sicuramente per lui ma anche per noi spettatori, che siamo usciti dal teatro con un mix di emozioni tra il divertito, l‘amareggiato e quella sensazione di essere al posto giusto, nel momento giusto con le persone giuste.


Nessun giudizio, nessuna cattiveria, nessuna retorica.


Yram






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