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Meglio Issu che Io!

 Meglio Issu che io!

Come dire ... per fortuna è capitato a lui e non a me!


Questo modo di dire, che ripeteva spesso mio nonno, mi viene in mente ogni volta che accade qualcosa di brutto a qualcuno.


Mi sembrava tanto cinico quando lo diceva, in fondo era solo sincero perché a tutti capita di pensarlo, senza nessuna cattiveria ma con la consapevolezza di quanto sia difficile affrontare alcune situazioni.




E’ un atteggiamento umano. Quello che non trovo umano, anzi decisamente disumano, è il godere delle disgrazie altrui.

Passi il fatto che non tutti riescono a condividere le gioie altrui, non è semplice; passi anche il fatto che quando si ottiene un risultato, che sia lavorativo o personale, c'è sempre qualcuno che ha da ridire e che, invece di condividere la gioia e lasciarsi trascinare dalla scia che crea, si mette contro e trova il pelo nell'uovo perché ........... je rode er culo, "perché tu si e io no?!".


Passi tutto questo, ma godere delle disgrazie, delle malattie, dei problemi altrui, che tipo di comportamento è? Che significa?


Lavorando con i social ed utilizzandoli io stessa, penso spesso a questo aspetto, mi è anche capitato personalmente di trovarmi di fronte a persone a me vicine che rosicavano per qualche piccolo mio successo ma ho sempre cercato di fare la tara, di rispettare le emotività di tutti e di accettare le reazioni degli altri. Siamo umani, lo avrò fatto anche io e può capitare.


Però non tutto è plausibile, scusabile, giustificabile.


Ci sarebbero mille esempi da fare, ma prendo spunto dalle stories in cui Fedez raccontava, con gli occhi pieni di lacrime, di aver scoperto un problema serio di salute, che lo porterà ad un periodo difficile, e di aver sentito il bisogno di condividere perché a lui personalmente ha dato forza e fiducia leggere di persone con il suo stesso problema che ne sono uscite.


Ora, a me Fedez sta simpatico, per quello che comunica e come lo comunica, mi fa simpatia nel vederlo giocare e ridere con i figli e sfottere la sua mogliettina Ferragni. Detto questo non è che sia il mio pensiero principale, ne il mio guru oppure un idolo indiscusso al quale sono particolarmente affezionata (Jova, unico e solo amore per SEMPREEEEEE!).


Ma stamattina ho letto che la ggggggggente, o meglio i leoni di tastiera che si moltiplicano come i Gremlins a contatto con l’acqua, hanno commentato questo notizia ovunque con scherno, risate, “te lo meriti”, “tu hai i soldi e puoi curarti”, ……… ma che diavolo di problema avete?


Ne parlavo anche con l'altra autrice di questo blog, GiuGiù, che mi diceva giustamente che provare misericordia nel migliore dei casi, o almeno empatia, è un esercizio faticoso ma che aiuta ad esorcizzare la rabbia. E sono pienamente d'accordo, ci vuole davvero tanto coraggio a restare umani.


A questo punto la mia domanda è una, anche se ho paura a leggere le risposte:


"Cosa spinge l’essere umano a non avere l’unica reazione concepibile di fronte a queste notizie, che è l'empatia?"


Da utopista, sempre stata e sinceramente un pò ne vado fiera, credo nell'essere umano, fallibile sicuramente, ma voglio continuare a pensare che tenere la barra dritta e non diventare cinici e arrabbiati verso tutto e tutti, sia un esercizio dovuto.


Yram


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