Passa ai contenuti principali

Bigodini e caffè

E' incredibile come a volte tornano in mente immagini del passato, la memoria ha dei cassetti infiniti che vengono aperti in mille momenti della giornata, ad aver il tempo di aprirli tutti chissà quante cose scopriremmo!

Qualche giorno fa stavo riguardando le foto sul cellulare e ho trovato questa mia bellissima foto, proprio un momento top indimenticabile di bellezza ai limiti della legalità.



Per vanità e anche senso del pudore e della decenza, ho messo affianco la foto del risultato finale dell'acconciatura ... come a dire "chi bella volè comparì gran dolore deve patì"(eccheduemila palle, sta storia che bisogna commatte e soffrì per godere deve finireeeeeee!!).

Riguardando questa foto con i bigodini e la retina, mi è venuto in mente un ricordo bellissimo d'infanzia: l'appuntamento settimanale di mia mamma e le sue amiche del vicinato per mettersi reciprocamente i bigodini!

Si ritrovavano ogni settimana, a turno ogni volta a casa di una di loro, per fare due chiacchiere e bere un caffè mentre si mettevano reciprocamente i bigodini. Era talmente un'abitudine con la quale sono cresciuta che non ho pensato alla poesia del gesto fino a quando non ho avuto un flash guardando la mia foto.

Mamma aveva un sacchettino dove teneva i bigodini, il pettine e la retina, tutto riposto con estrema cura e attenzione, che veniva tirato fuori dal comodino una volta a settimana.

Ma solo io vedo la poesia di questo gesto? 

Innanzitutto, prendersi cura di sé! Perché lavoravano tutte a casa, tra li retagli e la puzza di mastice, ma questo gesto significa che non avevano rinunciato a curare il proprio aspetto per sentirsi bene!
E poi la condivisione! Nessun cellulare tenuto in bilico in bagno per guardare un tutorial "come avere onde perfette in 5 minuti", ma un momento di pura condivisione e gioia tra amiche ... che spettacolo!

Anche io lavoro da casa, senza cottomate da finire ma davanti ad un pc a scrivere per i social e studiare costantemente, un lavoro che mi piace ma che mi porta a stare molto in casa. L'abbrutimento è un rischio dello smart working, la donna tuta ormai una figura mitologica! 

Ma ho deciso da tempo che non mi sarei fatta attrarre dalla pigrizia del "tanto non mi vede nessuno" perché .... io mi vedo!! Ed ho bisogno di sentirmi bene!

E infatti ogni mattina mi prendo qualche minuto per rendermi decente, anche se in ciabatte, e non rinuncio mai al mio mascara perché mi fa sentire "in ordine". 

Ma quanto vorrei anche io condividere un momento così intimo e divertente con le amiche!

Amiche, questo è un appello: perché non ci organizziamo per una bella maschera tutte insieme una volta alla settimana, facendoci i capelli con il laccio dell'asciugamano come fanno le influencer mentre si asciuga lo smalto?
Potrebbe essere un nuovo club!

Yram





Commenti

Post popolari in questo blog

"Perché sono l'unica a non avere un talento?" Encanto, riflessioni ed impressioni

Non sono super forte come Luisa, né incarno la perfezione come la señorita perfetta Isabela. Mamma, perché io sono l’unica a non avere un talento?! In un colorato villaggio della Colombia si svolgono le vicende della grande e particolare famiglia MADRIGAL. Anni prima, durante la fuga da un conflitto armato, la nonna dei Madrigal perde il marito Pedro ma salva i suoi tre figli neonati Julieta, Pepa e Bruno. A causa di un miracolo la candela che teneva in mano in quel momento drammatico si illumina e crea con un atto magico (" Encanto" ) una meravigliosa “ casa vivente ” con una propria anima, così tutti i figli e nipoti di “ abuela ”, la nonna matriarca, acquisiscono nel tempo doni magici , dei talenti che li rendono speciali e molto utili alla comunità che hanno creato accanto a casita , la casa incantata. Tutti i Madrigal hanno un dono dunque, tutti, tranne la nipotina MIRABEL. Lei non ha nessun talento, non cura le ferite con i dolci come fa la mamma, non comanda pioggia e ...

Le mie tre P della lettura

Leggere Leggere Leggere, che passione e che privilegio ! Quando ho letto l'ultimo post scritto dalla mia socia di Giulia sulla mancanza di tempo (se lo hai perso, clicca qui e recupera subito!) mi è rimasto molto impresso il fatto che non riesce più a leggere un libro dall'inizio alla fine, da tanti anni. Lo capisco perfettamente, per tre motivi che vorrei definire le tre P della lettura : passione ,  privilegio e pigrizia . Ma andiamo per ordine, che sennò si fa confusione. Intanto una cosa fondamentale: l' amore per la lettura " uno non se lo può dare", un pò come il coraggio  (famosissima cit.) ma quando ce l'hai, ti accompagna per tutta la vita. Mi ricordo che leggevo Topolino sotto le coperte con una torcia da piccolina, perché mamma mi diceva che la sera dovevo far riposare gli occhietti, rimboccandomi le coperte e facendomi sentire all'interno di un bozzolo gigante d'amore (quanto amavo quel gesto, e quanto mi manca lei). Ero sempre alla ri...